Skin tone: perché b > a non è una regola rigida
Una regola utile, ma non rigida
Chi corregge l’incarnato in Lab impara presto una regola: sulla pelle b* è maggiore di a*. Così, quando su un volto troviamo a* sopra b*, pensiamo subito a un errore o a una dominante da togliere.
Le misure di laboratorio raccontano una storia più articolata. In un campione di pelle caucasica il 42,5% delle misure del viso ha a* maggiore di b*. E la zona conta moltissimo: sulla guancia succede nel 10,9% delle misure, sul mento nel 67,2%.
“b* maggiore di a*” resta un buon indirizzo generale, ma non può diventare una regola rigida. Usata come legge, porta a “correggere” volti che non hanno niente da correggere.
Lab in poche righe
Lab descrive ogni colore con tre numeri:
- L* è la chiarezza: 0 è il nero, 100 il bianco.
- a* va dal verde (valori negativi) al rosso (valori positivi).
- b* va dal blu (valori negativi) al giallo (valori positivi).
Immagina a* e b* come una mappa vista dall’alto, con i toni neutri al centro, cioè bianco, grigi e nero a seconda della chiarezza. Tutte le misure di pelle cadono nella zona tra rosso e giallo, dove a* e b* sono entrambi positivi.
“a* > b*” vuol dire soltanto che il numero a* è più grande del numero b*: sulla mappa, il punto sta sotto la linea tratteggiata a 45°. Nel disegno compaiono anche il croma C*, cioè la distanza dal centro (più è grande, più il colore è intenso), e l’angolo di tinta h, cioè la direzione del colore.
Da dove vengono le misure
I numeri vengono dallo Human Skin Colour Database pubblicato nel 2025 dalla CIE [1], l’ente internazionale che stabilisce le regole per misurare il colore. Contiene 11.235 misure di pelle, prese su persone di diversi gruppi e in diverse zone del corpo.
Non sono colori campionati da fotografie, ma misure strumentali: la pelle viene letta da uno spettrofotometro, uno strumento appoggiato sulla pelle che la illumina con una luce interna controllata e misura quanta luce torna indietro. Secondo il protocollo dei ricercatori [2], la pelle è senza trucco né creme, e lo strumento si appoggia senza premere, perché la pressione cambia il colore.
Due cose da tenere a mente. I conteggi riguardano misure, non persone: ogni persona è stata misurata in più punti. E il database non è un campione rappresentativo di tutta la popolazione: descrive le persone che sono state misurate.
Il volto, zona per zona
Il dato più interessante viene da un gruppo di 64 persone di pelle caucasica, misurate in cinque punti del viso: 320 misure in tutto. Nel 42,5% dei casi a* è maggiore di b*, ma la percentuale cambia molto da zona a zona.
Nel campione caucasico analizzato, su guancia e fronte b* supera a* nella maggior parte delle misure, ma non in tutte: anche qui troviamo il rapporto opposto, rispettivamente nel 10,9% e nel 17,2% dei casi. Su zigomo e mento prevale invece a* > b*, ma circa una misura su tre presenta b* > a*.
Le percentuali raccontano proprio questo: una tendenza può essere frequente senza valere per tutti. Nessuna delle cinque zone del viso analizzate presenta lo stesso rapporto in ogni persona.
La frequenza cambia anche da un campione all’altro. In un gruppo di persone spagnole, misurate solo su fronte e guancia, a* supera b* nel 42,6% dei casi, contro il 14,1% dei caucasici sulle stesse due zone. Negli altri gruppi del database le eccezioni sono più rare, ma ci sono.
Una precisazione per chi usa Photoshop
I valori di questo articolo sono in Lab con riferimento D65, come nel database. Photoshop calcola il Lab con riferimento D50 [3], quindi i numeri che leggi nel pannello Info possono cambiare.
Per avere un’idea di quanto, abbiamo adattato i dati del database al riferimento D50. Nel campione caucasico, le misure del viso con a* maggiore di b* passano dal 42,5% al 46,9%. In Photoshop, quindi, le eccezioni alla regola risultano ancora più frequenti.
Cosa cambia nel ritocco?
- Non giudicare tutto il volto da un solo punto. Guancia, fronte, naso, zigomo e mento hanno valori diversi, ed è normale che sia così.
- Non correggere automaticamente una zona perché a* supera b*. Su zigomi, mento e naso può essere del tutto naturale.
- Valuta insieme pelle, luce e resto dell’immagine. Una dominante di solito tocca anche i neutri e le altre superfici; un rossore localizzato no. Attenzione però: un oggetto neutro può apparire colorato se la luce della scena è colorata, quindi non va per forza reso perfettamente grigio. Luci miste e riflessi possono confondere: guarda l’insieme.
- Usa i numeri come riferimento, non come obiettivo. La regola b* > a* indica una direzione: non è un valore da imporre a ogni punto del viso.
In conclusione
I dati descrivono il campione misurato, non tutta la popolazione. Ma mostrano una cosa importante per chi ritocca: un valore di a* superiore a b* non dimostra, da solo, un errore di colore, nemmeno nelle zone dove il rapporto opposto è più frequente.
In una fotografia entrano poi in gioco l’illuminazione, i riflessi colorati dell’ambiente, il trucco e le scelte di sviluppo, che possono modificare ulteriormente il rapporto tra a* e b*. Una variazione cromatica può quindi appartenere alla pelle oppure dipendere da come è stata illuminata, truccata e fotografata.
Prima di correggerla, chiediamoci se è coerente con il volto, con la scena e con il risultato che vogliamo ottenere. I numeri aiutano a osservare meglio; da soli non decidono quale debba essere il colore della pelle.
Per approfondire
Questo è la versione divulgativa. A breve sarà disponibile l’articolo completo, con tutto quello che c’è dietro i numeri: come funzionano gli strumenti di misura, le tabelle complete per gruppi e zone del corpo, la conversione da D65 a D50 per chi lavora in Photoshop e il disegno completo dello spazio Lab.
Fonti
- CIE, Measurement of Human Skin Colour, Technical Report CIE 256:2025, e Human Skin Colour Database. cie.co.at
- Lu Y., Xiao K., Pointer M. et al., The International Skin Spectra Archive (ISSA), Scientific Data 12, 487 (2025). nature.com
- International Color Consortium, verbale del Medical Imaging Working Group, aprile 2014: Photoshop calcola i valori CIELAB con bianco D50. color.org